L’attività d’indagine difensiva è volta all’individuazione di elementi probatori da far valere nell’ambito del processo penale, ai sensi dell’articolo 222 delle norme di coordinamento del codice di procedura penale e dall’articolo 327-bis del medesimo Codice.

Con l’entrata in vigore nel 1989 del nuovo codice di procedura penale, il precedente sistema processuale di tipo inquisitorio è stato sostituito da un sistema prevalentemente accusatorio. La struttura del nuovo processo è costituita dal difensore e dal pubblico ministero che riferiscono ad un giudice terzo ed imparziale. Il difensore ha la facoltà di svolgere indagini per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito. L’investigatore privato autorizzato è di ausilio al difensore nell’ambito delle investigazioni difensive, come previsto nell’articolo 222 norme att. del Codice di Procedura Penale.

L’attività dell’investigatore privato si concretizza con l’attuazione del diritto alla ricerca delle fonti di prova e dei mezzi di prova, si distingue in atti tipici ed atipici:

Nella prima (tipica) rientrano quegli atti disciplinati dal codice:

  • 391 bis comma 1 C.P.P., colloquio non documentato con persone informate dei fatti;
  • 391 sexies C.P.P., accesso ai luoghi;

Nella seconda (atipica) quegli atti informali quali:

  • ricerca di cose;
  • ricerca di persone;
  • registrazioni magnetofoniche in luoghi pubblici;
  • conversazioni informali;
  • tracce ed ogni elemento utile alle indagini